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Carabinieri, Telegram e Treanellisquad, il potere della derisione

Tutto è iniziato con il segnalare i posti di blocco alle macchine provenienti dal senso opposto di marcia con gli abbaglianti. Questo piccolo gesto di solidarietà gratuita, incondizionata, nasceva forse dall'identificarsi come vittime di un sopruso: anche il più ligio e rispettoso della legge vedeva nei posti di blocco l'identificazione di un abuso di potere. Il posto di blocco ha sempre rappresentato la possibilità della fregatura dietro l'angolo, diciamocelo. Il posto di blocco si annida nelle strade percorse dall'umanità imponendo regolamenti articolati e spesso incomprensibili, si impone come divieto e limite alla circolazione, è percepito come lo spazio dell'arbitrarietà poliziesca, piuttosto che come quello della legge universale. Davanti al posto di blocco nessuno può dichiararsi innocente. Davanti al posto di blocco tutti si grattano i coglioni.

La segnalazione dei posti di blocco si articola nel mondo 2.0 con la nascita dei gruppi Telegram, Whatsapp o Facebook. Il concetto è lo stesso della segnalazione fatta con gli abbaglianti, ma l'effetto è amplificato. Chi partecipa a questi gruppi non solo li consulta per evitare inutili fregnacce, ma si sente obbligato a partecipare a questo grande strumento di mutuo soccorso integrandolo con le proprie segnalazioni. Il buon funzionamento di questi strumenti necessità di una collaborazione diffusa.

Ma le grane per i Carabinieri non sono solo queste. Il posto di blocco salta anche in rete. Negli scorsi giorni il gruppo Antisec, parte della rete Anonymous Italia, ha hackerato prima alcuni siti legati al Ministero degli Esteri e poi altri siti legati ai Carabinieri, mettendo successivamente in rete informazioni riservate. Il primo attacco ha fatto trapelare diverse informazioni relative a indirizzi mail, costi (rapporti spese, vitti, alloggi, hotel, pranzi) e nomi di funzionari e collaboratori del ministero. Dal secondo attacco sono fuoriuscite invece tantissime informazioni relative alle specifiche tecniche delle reti in uso ai CC, nonché indirizzi telefonici, contratti di fornitura con Tim e relativi costi e altro materiale che potrebbe rivelarsi molto utile per l'azione di altri hacker che volessero inserirsi all'interno della rete ad uso dei Carabinieri.

Nella comunicazione del loro colpo il gruppo Antisec sbeffeggia la strumentazione utilizzata dai Carabinieri, indicando come questa sia antiquata e inefficace nel garantire la sicurezza nazionale e nell'azione anti-terrorismo. Si lasciano andare anche ad un'uscita politica affermando: "Siete sempre molto solerti a prendervela con i più deboli, con coloro che non hanno la possibilità di difendersi, nascondendo la vostra arroganza e ipocrisia dietro la divisa, abusando del vostro potere", esprimendo probabilmente un pensiero condiviso da una fascia sempre più ampia di popolazione (vedi i fatti di Torino di qualche giorno fa, da notare il poliziotto che a 0:15 esulta esaltato dalla carica).

A completare questo fantastico quadro di sbeffeggiamento è arrivata una ciliegina sulla torta che non può che riempirci di una gioia infinita. La Treanellisquad ci delizia con la loro ultima opera dal sapore dolcemente tamarro. PDBC è un vero spettacolo, una poesia del degrado.

"Con le tue mani nei pantaloni cerchi la droga trovi i coglioni. Perquisizioni nu sì capace sopra la base moi 4 case"

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