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Il nuovo lavoro di Marcello Ciullo

Di Filippo Toma

Domenica scorsa presso la sala consiliare di Taurisano  si è tenuta la presentazione dell'ultimo lavoro di Marcello Ciullo : "Il Guardiano Distratto".

L'affluenza del pubblico è stata tale da riempire gli ampi spazi della sala, a dimostrazione di una partecipazione e di una sensibilità che si discosta dagli eventi più comuni di aggregazione in un piccolo paesino di provincia.
L'evento, va detto, è stato efficientemente pubblicizzato da parte della Giunta Giovanile di Taurisano tramite il web e la community di Facebook, e all'infuori di alcune obiezioni mosse da un cane presente alla cerimonia, il tutto si è svolto in maniera molto professionale.

Il cortometraggio presentato narra delle vicissitudini di un giovane guardiano di un cimitero. Le riprese si sono svolte nel giro di una settimana di piena estate presso il suggestivo cimitero monumentale di Parabita, rispetto ai precedenti prodotti di Ciullo nel Guardiano Distratto c'è l'impiego di attori con esperienze teatrali che rendono perfettamente l'atmosfera onirica ricercata dal regista.
Considerato che si tratta del terzo lavoro ufficiale, si può notare un livello qualitativo complessivo piuttosto alto: la trama è perfettamente fluida nonostante lo sviluppo non banale della storia e la cadenza allegra della colonna sonora compensa la lentezza di alcune scene che altrimenti sarebbero potute risultare noiose.
Chi si sia già cimentato nelle riprese e nel montaggio di un video potrà facilmente comprendere quanto sia difficile, senza una lunga esperienza, riuscire a fare contemporaneamente delle riprese fluide, una buona scelta della fotografia e infine un audio chiaro e pulito durante una presa diretta. Nel corto in questione tutto si amalgama molto bene (si può sentire distintamente anche il risuonare delle scarpe col tacco della misteriosa ragazza che si allontana).
A voler essere pignoli, la frase chiave del corto "Niente e come un sogno..." lascia un leggero retrogusto da Federico Moccia, ma questo solo perchè chi scrive è un individuo superficiale che oltre a questo lamenta nel corto l'assenza di scene di sesso, violenza gratuita e sangue a galloni.

Fortunatamente si vocifera di un prossimo cortometraggio inclinato sul genere commedia-noir-pulp.

Menzione d'onore va alla superlativa interpretazione di Giuseppe Marino nell'immortale ruolo del Ladro di Fiori. Già si parla di Oscar.

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