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Reboot per l'amichevole Uomo Ragno di quartiere

Di Benito Carrozza

Quando ho saputo che la Columbia Pictures aveva cancellato Spiderman 4, fatto fuori Sam Raimi eTobey Maguire, ho pensato all’ incirca: WTF. Mentre dò un occhiata alle prime immagini e vedo un Andrew Garfield più sbarbatello che mai andare al liceo in skateboard, penso che il reboot non sia di Spiderman ma di OC. E la cosa non mi stava neanche dispiacendo troppo, Emma Stone mi sembra una Marissa di tutto rispetto.

Poi vedi i trailerche, maledetti a loro, sono sempre così succulenti soprattutto quando si tratta di supereroi e ti armi di forza, coraggio, qualche euro e gli dai una chance ancor prima di riflettere che poteva non valere più di una forzata visione in streaming con pixel grandi quanto uova di struzzo e un audio che ad intervalli regolari ti fa pensare “è il computer o mi sono fottuto le trombe di estauchio”?

E' un attimo e mi ritrovo fuori dal cinema pensando che il poster di Spiderman che ho in casa e che primeggia nel salone è più grande della loro locandina. Oltre a tradire un ghigno di soddisfazione, mi capita di soffermarmi su un particolare che avevo assolutamente trascurato: CHI E’ IL REGISTA? Beh è Marc Webb. CHI ***** E’ MARC WEBB?  Boh, qualcuno di bravo immagino.

Con le natiche strette in una morsa di timore il film inizia e fa intendere sin da subito che la panoramica su Spiderman non vuole pretendere di essere migliore né rischiare di essere peggiore rispetto a quella della precedente trilogia, bensì è semplicemente diversa.

Meno pastellosa, più verosimile nei rapporti con gli zii e con Gwen Stacy, non vuole essere una visione Nolaniana del mondo dell’ Uomo Ragno ma ci consegna personaggi comunque reali. Ogni qual volta lo vediamo volteggiare per le strade di New York sappiamo che dietro la maschera c’è Peter Parker e non un involucro umano con il suo nome e mero pretesto per le gesta del supereroe.

Lizard è un ottimo antagonista, volutamente non tra i più famosi perché strumento per la nascita di Spiderman più che villain classicamente inteso. Da elogiare anche la resa delle animazioni in computer grafica che riescono a farci "respirare" la sua natura ibrida uomo-rettile.

Alla fine dei titoli di coda c’è una scena che anticipa il sequel già previsto per il 2014, Andrew Garfield avrà 31 anni tanti quanti l’attore che interpretava Ryan Atwood ne dimostrava già dalla prima serie di OC. Che poi il mio preferito era Sandy Cohen.

 

PS. Wikipediando al mio ritorno dal cinema ho scoperto che Marc Webb prima di Amazing Spiderman aveva girato solo un altro lungometraggio, 500 giorni insieme , bella melma.

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