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Al Santa Lucia di Lecce la presentazione del film

Di Francesco Luperto

Graffiante,visionario, poetico. Sono solo alcune parole che si possono usare per descrivere “W Zappatore”
Il 25 ottobre 2011, presso il cinema Santa Lucia di Lecce, la pellicola è stata presentata a una folta platea ansiosa di assistere alla proiezione, in virtù dei successi ottenuti oltreoceano. La serata si apre con il saluto dell’autore in persona, Massimiliano Verdesca, classe 1976 e leccese di nascita. Autore di un’opera intitolata “In Religioso Disagio” del 2006, attualmente impegnato nella promozione di “W Zappatore” che, com’egli stesso sostiene “è diventata una vera e propria tourné”.  Subito dopo prende la parola  Sandra Milo, co-protagonista del film nella parte della nonna di Zappatore. “Siamo di fronte ad un autore eccezionale, ricordo che l’opera si è aggiudicata il premio come miglior film al Brooklyn Film Festival”. Le sue parole traspirano entusiasmo nei confronti del giovane regista. Zappatore parla per ultimo, esprimendo con orgoglio uno spiraglio di arte nuova, un linguaggio differente nel panorama leccese, capace di sfuggire a etichette ormai restrittive, in grado di raccontare con occhi nuovi un panorama che ha ancora molto da offrire al mondo dell’arte.
Attraverso una regia dolce, si discende lentamente nelle traversie di Marcello Zappatore, ragazzo di trentatré anni e chitarrista di una famosa metal-band satanista di Lecce. La sua vita viene però d’un tratto sconvolta da una vicenda che ha del surreale: quello che sembrava un semplice ematoma sul costato, si scopre in realtà essere una stigmate. Da qui un si innesca un iter che catapulta Zappatore e al contempo lo spettatore, in una dimensione surreale. In breve tempo, Marcello perde la ragazza ed è messo alla porta dal resto del gruppo, che respinge apertamente un membro stigmatizzato.  Anche gli affetti familiari si sperticano in dissonanti visioni circa il futuro del ragazzo, una madre bigotta che lo spinge verso la via ecclesiastica ed una nonna che cerca di farlo desistere e di non abbandonare la strada del Rock. Persino nuovi incontri cercano di riportare il protagonista al suo percorso originario. Quale sarà alla fine la sua sorte?
Un film visionario, con echi antinarrativi e al tempo stesso dolce e velato di sentimentalismo e sublime ironia. Gli esterni, girati per lo più nelle periferie di Lecce, mostrano un volto differente ma vivo, del panorama salentino, una cultura ricca e fervida d’immaginazione nuova, efficace, vincente.

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