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E viene naturale dire di Oh Petroleum un cantautore statunitense.

Di Chiara Santantonio

Ascoltandolo, è naturale che in testa prendano a scorrere le immagini di Bob Dylan per strada, di Neil Young immerso in qualche paesaggio o di contemporanei menestrelli dai capelli lunghi e i baffi invidiabili con in spalla l'acustica e sotto i piedi la route.
E viene naturale dire di Oh Petroleum un cantautore statunitense. Ma il ritmo incalzante che ammorsa le chitarre, questo evidente schema di partenza voce-corde, le plettrate elettriche e i riff acustici di Maurizio Vierucci vengono dalla provincia brindisina. Che portino lontano è sicuro: su lunghe strade deserte, appunto, sulle rive del Mississippi, nei campi di grano del Kansas, ma con un sound decisamente attuale; potrebbero portare alle contestazioni dei tardi sixties ma con un approccio più personale ed un' atmosfera trasognante, sensibile alla realtà, soprattutto quella naturale.
Nel 2007 si è chiamato anche Creme, e in un disco dal titolo spoonriveriano “sulla collina puoi seppellire ciò che non ami più” ha sviluppato la sua forte vena cantautoriale in lingua madre.
Più in passato è stato batterista, richiamo importante, questo, per arrivare alla registrazione del same titled in questione: totally self made, dalla copertina (testimone di quanto Oh Petroleum lasci esprimere quel sentimento blues anche alla natura e di quanto sia un ispirato disegnatore) all'intero sviluppo dei pezzi. La veracità dei suoni genera una forza propria solo del blues e del rock più puri (“black sound" apre energicamente il disco, “not me” la si direbbe a tratti country) anche nella più profonda “summer breeze”; in “if you don’t want” i cori vantano grande integrazione con gli accordi, i testi suonano bene e si appropriano della mente al primo ascolto (“malediction”); il risultato di tanta autoproduzione è assolutamente irresistibile oltre che largamente ammirevole.
Medesimo coinvolgimento anche per le esibizioni live: di suddette caratteristiche non se ne perde neanche una, ma anzi, le si possono vedere tutte vibrare e spiegarsi sulle le camicie scure di Enrico Martello (chitarra), Davide Niccoli (batteria) e Angelo Scalas (basso).

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