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"Potete sempre contare su un assassino per una prosa ornata. “

Di Alessandro Varrassi

"Lolita" di Vladimir Nabokov, 1955 Uno dei casi letterari del XX secolo, arrivato in Italia nel 1959, “Lolita” è ormai un cult.

Il russo Nabokov racconta, con stile elegante e raffinato, la scabrosa storia tra un 40enne insegnante di letteratura francese, Humbert Humbert, e la 12enne Dolores Haze, chiamata familiarmente Lolita. Il romanzo destò all’epoca scandalo, parlando apertamente di un caso di pedofilia, e ispirò poi Stanley Kubrick per un immortale film, dove tra l'altro la sceneggiatura è scritta dallo stesso Nabokov.

Il racconto parte da lontano, come una sorta di trattato di psicologia, scritto in carcere dal docente protagonista, per il quale la ricerca di una "ninfetta" (termine usato per indicare ragazzine appetibili) è una sorta di missione di vita, originata da traumi vissuti in età infantile. La 12enne disinibita e maliziosa Lolita incarna le voglie passate e presenti dell'uomo, e gli regala un paio d'anni di passione (mai descritta in maniera esplicita e volgare da Nabokov), prima dell'inevitabile fuga della ragazzina, troppo estroversa per restare a lui incatenata. La ritroverà 3 anni più tardi, oramai 17enne, sposata, incinta, e bisognosa di denaro. Il tragico finale, con Humbert che trova un capro espiatorio per la fuga di Lo nel commediografo Quilty (visto come causa, e non come mezzo della perdita della ragazzina), è una sorta di scacco matto al racconto, forse deludente per il lettore che si aspettava ben altro epilogo. Humbert e Lolita, a turno, appaiono come giocatori di scacchi (gioco tanto amato da Nabokov), abili nel perseguire i propri scopi (il tenersi la ragazzina vicina per lui, la fuga finale per lei).

Mentre però la psicologia del protagonista è ben analizzata, essendo egli anche voce narrante con minuziosa descrizione dei suoi pensieri/tormenti, resta un po’ sospesa la personalità di Lolita. Che, sebbene si atteggi a donna matura ed esperta da un punto di vista sessuale, mostra di essere una ragazzina, con vizi e capricci propri di una 12enne.

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